We Reduce

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Ciao ragazze,
oggi vi parlo di una nuova frontiera nelle abitudini alimentari, quella dei “reduceratiani” (sì, lo so, non suona molto bene!): non sono vegetariani né vegani, ma semplicemente persone che scelgono di RIDURRE significativamente la quantità di carne consumata.


Questa tendenza nasce da una doppia esigenza, da un lato aderire alle raccomandazioni di organizzazioni come il World Cancer Research Fund che indica in 300g la quantità massima di carne da consumare in una settimana come prevenzione per le malattie neoplasiche, dall’altra la sempre maggiore consapevolezza dell’enorme impatto ambientale che gli allevamenti dei bovini e degli altri animali hanno. Infatti, la più grande fonte di gas serra sono proprio le mucche: sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni totali!


Vediamo un po’ di cosa si tratta praticamente: mangiare carne, latte e derivati, uova, ma anche pesce, con moderazione e ponendo particolare attenzione all’origine di questi alimenti. Insomma, sostituire la quantità con la qualità: se la carne proviene da piccoli allevamenti avrà un costo maggiore, ma si eviterà di ingerire tutto ciò che, purtroppo, viene dato agli animali che crescono in allevamenti di grandi dimensioni, ovvero antibiotici ed ormoni.


Per evitare, poi, di incorrere in carenze di vario genere è sufficiente seguire alcune indicazioni:

  • abbinare i legumi ai cereali: pasta e fagioli, grano saraceno e lenticchie, orzo e ceci ad esempio;
  • utilizzare alimenti alternativi come il seitan, il tofu e il tempeh;
  • assumere una volta a settimana tutte le tipologie di proteine di origine animale.


Non dimentichiamo che la dieta dei reduceratiani è stata definita la DIETA FLEXITARIANA, in quanto essa altro non è che una versione flessibile della dieta vegetariana, quindi niente estremismi e.. un po’ di buon senso!

 

Iole Morrone (nutrizionista)

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