Contrasti audaci per il Backup Tour 2013: Jovanotti a Salerno tra glitter e multicolor

 
Un concerto per raccontarsi e per insegnare ai giovani e a tutti che "Ce la possiamo fare!".
Ieri, 2 luglio, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti ha incantato lo stadio Arechi di Salerno con la sua grinta, il suo calore e la sua passione, mostrando al pubblico la storia di un ragazzo di successo che non segue gli schemi e che accoglie con emozione ogni possibilità di vita. I suoi messaggi, forti e indelebili, si sono mischiati alla sua musica, le sue parole, movimenti e stile. Ha condiviso le sue emozioni con il pubblico, talvolta dimenticando le parole delle sue stesse canzoni.
Naturalezza, grinta, dolcezza, passione si sono fuse nel suo mix di rap, pop e funky.
 
Audace e privo di regole nello stile, nel Backup Tour 2013 Jovanotti si incarna a perfezione nei suoi accostamenti spesso illogici. Sperimenta ogni possibile accostamento, lasciando che la sua eccentricità sia spalla forte per la sua energia, perchè "la musica" – come lui stesso dice - "è uno sparo".
 
I suoi abiti sono stati disegnati da Ennio Capasa, direttore creativo di Costume National, per un totale di cinque mise ispirate alla sublimazione del pop'n'roll e sfoggiate con grande personalità durante le due ore di concerto.
Dai pantaloni blu con camicia, cravatta e giacca bicolor giallo e arancio, Jovanotti è arrivato al completo in tuxedo glitterato oro passando attraverso un completo nero classico; pantaloni rossi, t-shirt e berretto e completo in stampa optical multicolor.
Un pezzo da non tralasciare è il calzino zebrato, realizzato dal marchio San Gallo appositamente per lui. La scelta dei suoi outfit è stata possibile anche grazie alla collaborazione con il suo stylist personale Nicolò Cerioni di Sugarkane Studio. Dall'accordo tra i due artisti, è nato uno stile ricco di accostamenti di stampe e colori contrastanti che non hanno mai messo in ombra la vera  personalità del cantante.
 
Federica Caiazzo
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Il fascino del "Grande Gatsby" affidato allo stile dei brand italiani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questo il titolo che la giornalista ed esperta Marta Casadei, ha riservato per il suo articolo, pubblicato su  www.moda24.ilsole24ore.com, dedicato a quello che è considerato il film evento del 2013: "Il Grande Gastby"del regista Baz Luhrmann. Il lungometraggio è già record d'incassi in America e si presta a bissare anche in Europa ed in Italia, in uscita nelle nostre sale il prossimo 16 Maggio.

Molti lo hanno definito un film  pieno di grandi nomi: dal regista, agli attori Leonardo di Caprio e Carey Mulligan, a quelli dei brand della moda e dell'alta gioielleria che per l'occasione hanno disegnato costumi di scena e accessori dal sapore Twenties!

E come ci spiega magistralmente la Casadei:

[..].."Miuccia Prada, è stata chiamata da Catherine Martin, costumista e vincitrice di un premio Oscar, per disegnare i costumi di quello che è a tutti gli effetti il film-evento dell' anno: "The Great Gatsby" di Baz Luhrmann. Il lungometraggio del visionario regista australiano, già noto per "Moulin Rouge" e "Australia", non è solo l'ennesima trasposizione cinematografica, questa volta in 3D, del romanzo che Francis Scott Fitzgerald pubblicò nel 1925, ma è la rilettura contemporanea di un'icona intramontabile, interpretata da Leonardo Di Caprio, e dell'età del Jazz. [..] Miuccia ha rielaborato in esclusiva per il film, che aprirà il Festival di Cannes e sarà nelle sale dal 16 maggio, una serie di look Prada e Miu Miu dall'appeal anni Venti.

Il pezzo più iconico è l'abito chandelier indossato da Carey Mulligan, che interpreta Daisy Buchanan, (foto) durante uno dei party nella maestosa dimora di Gatsby a West Egg: un tripudio di cristalli scintillanti in grado di raccontare alla perfezione la frizzante opulenza del mondo di Gatsby. 

Per documentare la collaborazione è nata la mostra itinerante "Catherine Martin and Miuccia Prada Dress Gatsby", fino al 12 maggio in allestimento presso l'Epicentro Prada di New York, che combina abiti da sera, vestiti, cappelli, foto di scena, filmati del backstage e trailer del film. E, dopo la Grande Mela, proseguirà alla volta di Tokyo e Shanghai. 

A illuminare ulteriormente le scintillanti feste di Gatsby sono i gioielli di Tiffany: la "The Great Gatsby Collection", ispirata agli anni Venti, è stata presentata ufficialmente a New York in concomitanza con la prima del kolossal di Luhrmann e comprende pezzi unici quali The Savoy, la tiara che impreziosisce con diamanti e perle il caschetto dorato di Carey. Il fil rouge della collezione è la margherita, in inglese Daisy: un motivo ricorrente, declinato in un paio di orecchini con diamanti gialli e una spilla a stelo lungo. Anche il look di Gatsby stesso è personalizzato dagli immancabili gemelli: ovali, in oro giallo, personalizzati da uno smalto verde o nero, sempre griffati Tiffany. 

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Ritorna la Rubrica di ChicZone Cinema&Moda!

Un nuovo appuntamento con la rubrica Cinema&Moda, perchè si sa, Cinema e Moda formano un conubio perfetto!
La moda ed il cinema sono sempre andati di pari passo, influenzandosi l’uno con l’altro, forse perché nati nella stessa epoca. 
A dimostrazione di ciò sono le sfilate della primavera-estate 2013, particolarmente ispirate ai film, quasi da far sembrare le passerelle dei set cinematografici, con outfit studiati sui personaggi o sulle atmosfere dei film. 
Ora vi illustrerò a quali opere cinematografiche si sono ispirati i marchi del prêt-à-porter più famosi.
La designer di Gucci, Frida Giannini, si è ispirata all'Art Déco del film “Metropolis” di Fritz Lang, ma non ha scelto un personaggio, ha richiamato gli edifici che si vedono nella pellicola con le linee degli abiti, alternando paillettes e trasparenze. Così giocando sulle cromie dell'oro e del nero, Gucci ha inaugurato un ritorno allo stile anni '20.
 
Percorrendo i “set” delle passerelle, scopriamo che l'outfit bon ton di Rochas richiama la moda degli anni '40, quando al cinema spopolava il genere noir e le dark ladies facevano innamorare e morire, non solo ai loro piedi, gli uomini.
Infatti l'acconciatura raccolta, gli occhiali anni '40, i collant velati e gli altissimi plateau ai piedi ricordano i look delle attrici Barbara Stanwyck e Gene Tierney rispettivamente nei film “La fiamma del peccato” del 1944 di Billy Wilder e “Femmina folle” del 1945 di John M. Stahl.
 
 
Gli accessori immancabili, sia nella sfilata sia nei film in questione, sono proprio gli occhiali da sole, che donano alla donna sensualità e mistero.
Le nostre passerelle ci portano fino agli anni ’70 e proprio i completi indossati da Diane Keaton nella splendida New York di Woody Allen hanno ispirato Trussardi. 
Infatti i colori tenui che vanno dal beige al marrone ci trasportano nell’atmosfera del film “Io e Annie”, in cui la protagonista indossava con grandissima femminilità spezzati dal taglio maschile.


 
Nella sfilata, i capelli delle modelle sono acconciati in un raccolto apparentemente self-made, la camicia bianca, il blazer beige e i pantaloni senape a vita alta sono una raffinata citazione del look di Diane Keaton. Così lo lo stile degli anni Settanta qui citato, è sicuramente quello metropolitano delle donne emancipate e nevrotiche, quasi un’ anticipazione delle donne di oggi.
 
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L'abito non fa il monaco, ma...

Un antico proverbio, ben radicato nella tradizione polare, dice che “L'abito non fa il monaco”, ma io aggiungerei “di sicuro fa il cinema”.

Quante volte ci siamo soffermarti più sugli splendidi abiti delle nostre eroine piuttosto che sulla trama? E quante volte, subito dopo aver abbandonato la sala cinematografica, abbiamo discusso con le nostre amiche su quale fosse l’abito più bello o quanto ci sarebbe piaciuto avere nell’armadio un vestito proprio come quello dell’attrice? E non mi dite che non vi è mai capitato di rievocare una scena di un film e ricordarne prima di ogni altra cosa il colore dell’abito o il modello indossato dall’attrice in questione?

Ecco, è impossibile negare il legame forte, quasi indissolubile, tra cinema e moda: una relazione lunga e consolidata.

In un film, infatti, l'abbigliamento riveste un ruolo fondamentale, dal momento che il suo compito principale è quello di delineare l’essenza del personaggio. Tuttavia solo negli anni Trenta, grazie all'affermazione dello star system hollywoodiano e al talento di straordinari costumisti, il cinema ha esercitato il maggiore influsso sulla moda, fino a imporsi come diffusore di stili, tendenze e creatore di icone.

Diciamocela tutta, senza peli sulla lingua: cosa sarebbe stato la “Febbre del sabato sera” con John Travolta senza indosso quel mitico abito a tre pezzi bianco con giacca, gilet e pantalone a zampa? O Charlie Chaplin senza la sua bombetta, o Marilyn Monroe senza il suo “svolazzante” vestito bianco in “Quando la moglie è in vacanza”? O Claudia Cardinale nel suo straordinario abito da ballo bianco nel “Gattopardo” o Batman senza il mantello ed infine Indiana Jones senza il cappello?

Ci sono abiti che hanno fatto la storia del cinema e delle celebrità, abiti che raccontano meglio di mille battute messe insieme un personaggio e che rimangono ancorati nel cuore degli spettatori.

"Arriverei a dire che la lunghezza di una gonna, sopra o sotto il ginocchio, a volte è più importante di un'idea di sceneggiatura", raccontava Bernardo Bertolucci, in un’intervista del 2006.

Ma ora vogliamo sapere quali sono gli abiti che hanno fatto più di tutti la storia del cinema?

Tantissime le celebrities, iniziando dalla famosissima ed amatissima Audrey Hepburn, che hanno regalato, alle donne di ogni età e generazione, dei look da sogno. Ci sono “stili” entrati ormai nell’immaginario collettivo che riescono a regalarci ancora grandi emozioni, nonostante il passare degli anni. Anzi tantissimi capi diventano dei must che sembrano scavalcare i confini sia spaziali sia temporali: degli evergreen che le fashion addicted non possono ignorare.

Grazie ad una classifica stilata da Sky Movies e InStyle Magazine abbiamo una “Top 10” sui vestiti femminili più belli nella storia del cinema.

Ecco a voi la classifica degli abiti che hanno fatto la storia del cinema:

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Quando il manichino è "curvy"!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A chi di noi, care donne, non è capitato di guardare le vetrine di un qualsiasi negozio, contemplare il vestito, quel vestito che tanto ci piace ma che, aihnoi! indosso a quel manichino taglia 38,non lascia adito a dubbi..ma solo a fantasie!

Ebbene, basta fantasia! A quanto pare la battaglia alla "taglia 38" non si combatte più solo sulle passerelle o in tv ma anche nelle vetrine dei negozi.

E' di pochi giorni fa, la notizia pubblicata da Repubblica.it che, lo scatto di una blogger svedese risalente al 2010 ha innescato, sul web ed in particolare su Facebook, una polemica relativa all'utilizzo di manichini femminili troppo esili, che non rispecchiano le curve delle donne più "generose". Riproposto sul social network da una pagina chiamata Women's Rights News, la fotografia della 29enne Rebecka di Malmo, scattata in un punto vendita della catena Åhléns, è stata condivisa da decine di migliaia di utenti, che hanno apprezzato i manichini svedesi in quanto risponderebbero maggiormente alla realtà.

Chissà che d'ora in poi anche tutte noi, guardando le vetrine dei negozi, ci fermeremmo ad ammirare quel vestito che ci piace tanto ed il manichino ancor di più!

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